Due progetti del Marconi premiati alla finale nazionale de I Giovani e le Scienze
Tortona celebra il talento e l’innovazione dei suoi studenti: doppia vittoria alla finale nazionale del concorso FAST di Milano del 23 marzo 2026.
Grande soddisfazione per il nostro Istituto, che si distingue a livello nazionale grazie al successo di due gruppi di studenti premiati alla finale del concorso “I Giovani e le Scienze”, promosso dall’associazione FAST di Milano ovvero la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche, senza fini di lucro, che valorizza la ricerca e l’innovazione.

Il concorso “I Giovani e le Scienze” rientra nelle iniziative del Programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze del Ministero dell’Istruzione e del Merito: tutti gli allievi coinvolti nel progetto, in quanto vincitori, vedranno iscritti i propri nominativi nel prestigioso Albo nazionale delle eccellenze.
Il nostro Istituto è arrivato ai vertici della competizione grazie a due progetti diversi per ambito e approccio, ma accomunati da rigore scientifico, creatività e forte impatto sociale e culturale.
Il gruppo composto da Melissa Macchiagodena e Federica Zanotti della classe 4AL del corso di Logistica e Trasporti, da Massimo Cassola della classe 3AA del corso di Chimica, Materiali e Biotecnologie, ha presentato il progetto WEC Technology – bio coloranti da materiali di scarto per la produzione di energia. Il lavoro si inserisce nel campo delle tecnologie sostenibili e affronta una delle sfide più urgenti del nostro tempo: l’accesso all’energia nelle aree del mondo più svantaggiate. Il progetto è stato realizzato autonomamente all’interno dell’istituzione scolastica con il supporto del Dr Alexandru Dumitrascu, PhD ed ex allievo dell’Istituto, sotto la supervisione delle Prof.sse Nadia Semino e Floriana Lovera, docenti dell’Istituto Marconi di Tortona.

Il progetto si basa sulle celle solari sensibilizzate a colorante (DSSC), una tecnologia innovativa che consente la produzione di energia elettrica attraverso l’utilizzo di coloranti naturali. Gli studenti hanno realizzato prototipi di celle di Grätzel in laboratorio, utilizzando vetro conduttivo rivestito di biossido di titanio e sensibilizzato con pigmenti estratti da materiali di scarto, dimostrando come sia possibile coniugare sostenibilità e innovazione.
Particolarmente significativo è stato lo studio comparativo delle prestazioni delle celle in due contesti ambientali molto diversi: Tortona e Agadez, in Niger. L’analisi ha permesso di valutare l’efficienza del sistema in condizioni climatiche differenti, evidenziando il potenziale utilizzo di questi dispositivi in aree a forte criticità energetica. I kit modulari progettati potrebbero infatti garantire energia sufficiente per illuminazione a LED e ricarica di piccoli dispositivi, contribuendo concretamente al miglioramento della qualità della vita e all’accesso all’istruzione. Il progetto è stato accreditato per la partecipazione a MILSET ESI, Expo Sciences America Latina, Medellin (Colombia), prevista per il mese di novembre 2026.

Il secondo gruppo, formato da Katerina Basso e Cristina Zamboni della classe 5AA del corso di Chimica, Materiali e Biotecnologie e da Giada Censi della classe 4AS del corso di Liceo Scientifico delle Scienze Applicate, ha invece proposto il progetto Oltre la pennellata: scienza e tecnica in Pellizza, un lavoro che unisce scienza e storia dell’arte, in sinergia con l’Università del Piemonte Orientale ed in particolare grazie ad una proficua collaborazione tra i tutor del progetto, la Prof.ssa Nadia Semino dell’Istituto Marconi e il Prof. Maurizio Aceto, Professore universitario di Chimica Analitica Superiore presso il Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica dell’UPO di Alessandria.
Lo studio si concentra sull’analisi diagnostica di Membra Stanche, ultimo dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, artista profondamente legato al territorio. Dopo un’approfondita ricerca bibliografica e la riproduzione in laboratorio della tavolozza del pittore, le studentesse hanno condotto indagini non invasive sull’opera conservata presso la Fondazione Cerruti di Rivoli grazie al supporto della Dott.ssa Inchingolo e con la supervisione del Prof. Maurizio Aceto, del Prof. Angelo Agostino dell’Università di Torino e della collaborazione dello Studio Gabbantichità.

Attraverso tecniche avanzate come la spettroscopia FORS, la fluorescenza a raggi X (XRF) e l’analisi in fluorescenza UV, è stato possibile indagare i materiali utilizzati e le fasi esecutive del dipinto. I risultati hanno evidenziato la presenza di pochi ritocchi e di alcuni interventi successivi, suggeriti dall’individuazione di materiali introdotti dopo la morte dell’artista, confermando tuttavia l’autenticità sostanziale dell’opera.
Oltre al valore scientifico, il progetto si distingue per la sua dimensione divulgativa: le studentesse hanno infatti realizzato un sito web per raccontare il percorso di ricerca e avvicinare il pubblico, in particolare i giovani, al ruolo fondamentale della scienza nella conservazione del patrimonio artistico. Il progetto è stato accreditato per la partecipazione a IEYI – International Exhibition for Young Inventors, in Cina, nel mese di agosto 2026. Il gruppo di giovani allieve ha inoltre conseguito il premio per la migliore efficacia comunicativa, riconosciuto nell'ambito del progetto europeo Co.Science.
La doppia affermazione rappresenta un importante riconoscimento per il Marconi e testimonia l’elevato livello della didattica e della progettualità dell’Istituto sostenuta dal Dirigente Scolastico Prof. Guido Rosso. Due esperienze diverse ma complementari, che dimostrano come la scuola possa essere un laboratorio di idee capace di coniugare conoscenza, innovazione e responsabilità verso il futuro.

