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Generazione Z e Parità di Genere: dibattito con le Istituzioni

L’assessore Giordana Tramarin del Comune di Tortona e il Comandante la Compagnia Carabinieri di Tortona Maggiore Gianluca Bellotti intervistati dalle studentesse e dagli studenti della Redazione Marconews.

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Immaginate un pomeriggio di primavera all’Istituto Marconi. Gli studenti del giornale scolastico Marconews disposti a semicerchio ad ascoltare, in cattedra, non due docenti, ma due pubblici ufficiali rappresentanti delle istituzioni del nostro territorio: l’Assessore alle Pari opportunità con delega alle Politiche per la famiglia e all’Assistenza sociale del Comune di Tortona, Dottoressa Giordana Tramarin, e il Comandante la Compagnia Carabinieri di Tortona, Maggiore Gianluca Bellotti. Entrambi disponibili per rispondere alla raffica di domande che il giovanissimo pubblico ha preparato per loro.

Il Tema, la parità di Genere, oggi e nel prossimo futuro, è stato trattato nei precedenti incontri dai ragazzi andando a consultare i dati dell’ultimo rapporto IPSOS 2026 che studia le risposte di giovani e giovanissimi di più di 29 paesi del continente europeo.

I dati mostrano atteggiamenti che fanno riflettere. I giovani sono sempre più insofferenti a queste tematiche e non le considerano così centrali.  Infatti, il 50% degli intervistati ritiene che gli sforzi per l’uguaglianza abbiano ormai raggiunto un traguardo sufficiente. In Italia, questa sensazione di «aver fatto abbastanza» è condivisa da quasi la metà della popolazione giovane.

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Le domande formulate dagli studenti intendono affrontare tre direzioni: Educazione all’affettività nella scuola, Violenza di genere e consenso.  Lavoro e prospettive future.

EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ - Al bisogno concreto di supporto educativo, espresso nella domanda “la scuola potrebbe fare di più per aiutare i ragazzi nel periodo della crescita?” l’Assessore risponde sottolineando che il cambiamento è già in atto ma richiede tempo e responsabilità condivisa, affermando con chiarezza che “il risultato dipenderà dall’impegno di tutti noi” e ribadendo che “la scuola ha un ruolo cruciale nel cambiare mentalità”, soprattutto attraverso percorsi che promuovano rispetto, consapevolezza e superamento degli stereotipi; insiste inoltre sull’importanza dell’educazione affettiva, evidenziando che “è fondamentale sviluppare consapevolezza di sé, delle emozioni e dei diritti”.  I docenti intervengono riconoscendo il proprio ruolo educativo ma anche i limiti, ammettendo che “spesso viviamo il disagio degli studenti ma non sempre abbiamo gli strumenti adeguati”, e sottolineando quindi la necessità di collaborare con esperti esterni senza delegare il compito educativo.

 Sulla PREVENZIONE ALLA VIOLENZA, di cui l’educazione all’affettività è il maggior antidoto, il Comandante la Compagnia Carabinieri di Tortona Maggiore Gianluca Bellotti ribadisce che “non si tratta solo di denunciare, ma di farsi aiutare” e che “le istituzioni sono al servizio dei cittadini”, invitando i ragazzi a vedere nelle forze dell’ordine un punto di riferimento accessibile.  Si riflette inoltre sull’impatto che i Social Media hanno sulle nuove generazioni: da un lato rappresentano uno spazio di inclusività, dall’altro diffondono contenuti spesso basati su confronto, giudizio e discriminazione, creando una contraddizione evidente. All’invito provocatorio del Maggiore Bellotti a non essere fruitori passivi: “il contenuto virale non è sinonimo di qualità”, gli studenti rispondono che tendono a discernere i contenuti, cercando di allenare lo spirito critico; ciò non è facile perché in Internet c’è di tutto ma si trovano anche contenuti interessanti e utili, l’importante è saper scegliere. Viene inoltre denunciato un atteggiamento diffuso, soprattutto verso le donne, per cui invece di criticare il lavoro svolto si attacca la persona su aspetti fisici o personali, sottolineando che “questo è un modo per delegittimare e sminuire” e che rappresenta un comportamento da superare.

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Il discorso si sposta poi su un altro tema delicato: la COLPEVOLIZZAZIONE DELLE VITTIME di violenza; alla domanda se il modo di vestirsi possa giustificare un’aggressione, viene risposto con decisione  da entrambi che questo è un pregiudizio ormai superato giuridicamente e che “il consenso è l’unico elemento che conta, indipendentemente dal contesto”, ma il fatto stesso che la domanda emerga dimostra che tali stereotipi sono ancora presenti e devono essere contrastati a livello culturale, familiare e scolastico.

Si arriva così al cuore del problema: il tema del CONSENSO nelle relazioni: il Comandante Maggiore Bellotti ribadisce con forza che “nessuna persona ci appartiene” e che ogni individuo ha il diritto di scegliere liberamente, anche di cambiare idea in qualsiasi momento; viene chiarito che “un sì può diventare un no in qualsiasi momento” e che non esiste alcun obbligo di coerenza nelle relazioni, smontando così uno degli equivoci più diffusi tra i giovani; il consenso non è un contratto né qualcosa di definitivo, ma un processo continuo basato sul rispetto reciproco, e comprendere questo principio è fondamentale per costruire relazioni sane e consapevoli.

Il LAVORO. Il dibattito si concentra inizialmente sulle differenze fisiche e sulle tutele nel lavoro: alcuni studenti evidenziano come norme che limitano, ad esempio, il peso sollevabile dalle donne possano portare i datori di lavoro a preferire come lavoratori gli uomini, creando di fatto una disparità, mentre i nostri intervistati chiariscono che non ci deve essere contraddizione tra tutela e opportunità; “la parità si realizza nel garantire la stessa dignità a parità di incarico”, senza fermarsi alla singola mansione. Queste regole non nascono per discriminare ma per proteggere, sottolineando che “non deve passare il concetto che le persone siano diverse per capacità o intelligenza”, viene portato l’esempio della gravidanza per spiegare che ignorare le norme che tutelano la donna e il bambino, lasciando pari condizioni in nome di un’uguaglianza “assoluta” sarebbe sbagliato, perché una parità reale non significa trattare tutti allo stesso modo in ogni situazione, ma rispettare le condizioni di ciascuno.

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 Emerge anche il punto di vista degli studenti su dati e percezioni legati al lavoro, come l’idea che gli uomini abbiano più opportunità, e si apre un dibattito sulle quote rosa, considerate da alcuni utili ma da altri potenzialmente discriminatorie; a questo proposito, la Dottoressa Tramarin ribadisce una posizione meritocratica sostenendo che “devono essere le competenze a fare la differenza, indipendentemente dal genere”, pur riconoscendo che il percorso verso l’equità è ancora lungo. Il Maggiore Gianluca Bellotti aggiunge una prospettiva concreta, spiegando che i cambiamenti richiedono tempo e portando l’esempio della propria Arma dei Carabinieri, l’ingresso alla quale delle donne è relativamente recente ma in crescita, dimostrando che i processi di parità sono graduali ma reali.

Nel futuro quindi esisteranno ancora lavori divisi tra uomini e donne?  La digitalizzazione e la meccanizzazione dei lavori in cui si richiede forza fisica porteranno ad un futuro in cui uomini e donne avranno le stesse opportunità lavorative. Successivamente, gli studenti affrontano il tema delle violenze psicologiche sul lavoro, chiedendo come riconoscerle e difendersi; il Comandante la Compagnia Carabinieri, Maggiore Bellotti, spiega che, soprattutto per i nuovi arrivati, può esserci una condizione di vulnerabilità e che fenomeni come il mobbing sono diffusi, ma sottolinea che “la legge tutela il lavoratore e offre strumenti per denunciare”, anche proteggendo chi teme ritorsioni, ribadendo ancora una volta che “affidarsi con fiducia alle istituzioni è il primo passo per risolvere il problema”.  L’assessore Tramarin felicemente conclude l’ampio dibattito con una considerazione: “ricordiamoci che uomo e donna non sono destinati a competere ma ad aiutarsi reciprocamente, a collaborare.”

Complessivamente, dall’intervista emerge un messaggio condiviso: la parità di genere e il benessere dei giovani si costruiscono attraverso collaborazione, dialogo continuo e fiducia reciproca tra scuola, istituzioni e società.

Ringraziamo il Maggiore Gianluca Bellotti e l’Assessore Giordana Tramarin per essersi prestati al dibattito e per aver risposto puntualmente alle numerose domande che sono state poste. Ringraziamo il Dirigente Prof. Guido Rosso che ha accolto gli illustri ospiti e che insieme ai professori referenti del progetto, Prof.ssa Maria Angelica Genovese, Proff. Carlo Basilico, Vittorio Pessini e Matteo Zaccaro ha reso possibile questa interessante occasione di formazione che si è tenuta nell’ambito del Progetto PN “Marconi. Insieme per il futuro” 2025-2026.

La Redazione Marconews